DONNE e HIV: Guida ai servizi nella città di Roma


UNITA' OPERATIVE HIV

INTRODUZIONE

La Legge che istituisce e regola le strutture territoriali preposte alla prevenzione, diagnosi, cura e controllo dell'infezione da Hiv è la 135/90. Le strutture sono: Unità Operative Hiv di I, II e III livello e Centri di Riferimento Aids. Attualmente le Unità Operative di I livello, che svolgevano funzioni di informazione e prevenzione, sono state accorpate a quelle di II, preposte alla diagnosi. Le Unità Operative di III livello invece, oltre ad occuparsi di prevenzione e diagnosi, sono preposte alla cura dell'infezione da Hiv e sono interne alle strutture ospedaliere. Infine, i Centri di Riferimento Aids sono strutture di coordinamento e controllo di servizi, ricerca, formazione e cura in ambito Hiv.

UNITÁ OPERATIVE DI PREVENZIONE E DIAGNOSI O DI II LIVELLO

Le U.O. di II livello si occupano di:
attività di informazione e prevenzione
attività di diagnosi (test per l'Hiv)
assistenza psicologica
consulenza specialistica
aggiornamento periodico degli operatori sanitari
coordinamento delle attività di educazione sanitaria.

UNITÁ OPERATIVE DI DIAGNOSI E CURA O DI III LIVELLO

Le U.O di III livello sono ubicate presso Ospedali e Policlinici Universitari. Oltre a ricoprire le funzioni delle U.O. di II livello si occupano di :
assistenza, diagnosi e cura delle persone con Hiv o Aids
collaborazione con i Servizi per le tossicodipendenze (Ser.T.) al fine di fornire consulenza specialistica
coordinamento delle attività ambulatoriali.

CENTRI DI RIFERIMENTO AIDS

Nell'ambito territoriale di Roma sono presenti tre Centri di Riferimento ubicati presso il Policlinico Umberto I, il Policlinico A. Gemelli, e l'IRCCS L. Spallanzani. I Centri di Riferimento si occupano di:
coordinamento delle Unità Operative di II e III livello negli ambiti territoriali di competenza
gestione della raccolta ed elaborazione dei dati e loro invio all'Osservatorio Epidemiologico Regionale (OER), al fine di valutare l'efficacia nonché la rispondenza a criteri etici, delle procedure diagnostiche e terapeutiche
collaborazione alla conduzione e controllo di studi clinici per la valutazione dell'efficacia
dell'eventuale tossicità dei farmaci
coordinamento delle attività di informazione e formazione nonché di educazione sanitaria
attuazione e verifica dei programmi di diagnosi e cura
assistenza domiciliare ed ospedaliera a livello locale
consulenza sociale, previdenziale, psicologica
inserimento presso case-alloggio.

ALCUNE INFORMAZIONI SUL TEST PER L'HIV

Il Test consiste in un normale prelievo di sangue che, analizzato, rileva la presenza o meno dell'infezione da Hiv. E' articolato in due livelli: l'Elisa, test di I livello, cui segue, in caso di esito positivo o dubbio, il Western Blot (wb), di II livello o di conferma, l'unico in grado di conferire la totale certezza del risultato. Il test serve a rilevare la presenza nel sangue degli anticorpi anti-Hiv, che si sviluppano solo se la persona è venuta in contatto con il virus. Il risultato del test è positivo se si riscontra la presenza di anticorpi contro il virus (sieropositività all'Hiv), è negativo quando nel sangue non vi è traccia degli anticorpi (sieronegatività all'Hiv). E' importante sapere che il periodo che l'organismo impiega a sviluppare gli anticorpi per l'Hiv può variare da un minimo di qualche settimana fino a 6 mesi dopo che si è venuti a contatto col virus. Questo arco di tempo è chiamato periodo finestra. Ciò significa che una persona, pur risultando negativa al test in quanto non ha ancora sviluppato gli anticorpi, può avere già contratto l'infezione e quindi può trasmettere ad altri il virus. Si consiglia, dunque, di ripetere il test dopo che sia trascorso il periodo finestra.

Accorgimenti a tutela dell'anonimato:

Chi fa il test deve sapere che la propria identità, ogni informazione riguardante l'esecuzione del test e il risultato dell'esame non possono essere divulgate; il personale è sempre vincolato dal segreto professionale e d'ufficio e deve adottare tutte le misure necessarie a garantire la massima riservatezza. Alcune strutture effettuano il test in forma riservata, altre in forma anonima. Test riservato significa che, al momento dell'effettuazione o del ritiro dei risultati, è necessario esibire agli operatori un documento identificativo (documento di identità, codice fiscale o codice regionale). Test anonimo significa che non viene richiesto alcun documento personale, ma al suo posto viene utilizzato un codice criptato. In tutti i casi, il risultato deve essere comunicato solo alla persona interessata, direttamente (mai per telefono).

Modalità di accesso: In tutte le strutture riportate in questa Guida si può effettuare il test gratuitamente, senza la prescrizione del medico di base, presentandosi direttamente alle Unità Operative.

Counselling: Il momento della comunicazione del risultato del test è sicuramente tra i più delicati. E' dunque compito di chi comunica il risultato fornire un adeguato sostegno psicologico. Il counselling si effettua generalmente sia prima che dopo il test e mira tra l'altro a comprendere se la persona si sia realmente esposta a rischio di infezione e ad informarla su comportamenti sicuri.

IL TEST DELLA CARICA VIRALE

Il Test della Carica Virale fornisce un'indicazione sulla concentrazione di virus Hiv circolante nell'organismo. Si tratta di un esame del sangue che misura il numero di copie del virus Hiv rilevabili in un ml di sangue. Il risultato può segnalare diversi valori che vanno da una quantità non rilevabile di copie fino a milioni di copie presenti.